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  pareri dello studio

Parere in materia contrattuale - assicurativa.
 
Emergeva dalla documentazione fornita come il contratto di assicurazione veniva originariamente stipulato dalla Signora T. A., la quale nominava quale beneficiaria, alla scadenza del contratto ? 20.12.2007 - la Signora T. M., soggetto assicurato della polizza.

Tuttavia, in data 19.08.2003 la contraente Signora T. A. decedeva; in data 17.02.2004 tutti gli eredi congiuntamente provvedevano a nominare uno di essi ? cioè il Sig. M. E. - quale nuovo contraente della polizza n. 9263193.04.

B. Vita S.p.A., in data 8.03.2004 recepiva tale comunicazione e provvedeva ad emettere variazione di contraenza a favore del Sig. M. E., il quale in data 30.11.2007, comunicava a B. Vita S.p.A. la propria intenzione di procedere al riscatto del contratto di assicurazioni.

In data 4.12.2007 la Signora T. M. inviava comunicazione a mezzo di raccomandata a.r. con la quale diffidava B.N.L. Vita dall?effettuare pagamenti a favore del Sig. M. E.

Ora, in relazione all?opportunità o meno, di dare corso al pagamento in favore di uno dei due soggetti sopra menzionati va osservato quanto segue: il Sig. M. E. è a tutt’oggi, il contraente della polizza oggetto del presente parere; come tale, ai sensi dell’art. 8 delle condizioni contrattuali, quest’ultimo può esercitare il diritto di riscatto totale del contratto prima della scadenza della polizza.

Pur sapendo che il pagamento a favore di quest’ultimo, da parte di B. Vita S.p.A., non escluderebbe la possibilità che la Signora T. M. promuova " azioni giudiziarie " azione che dovrebbe comunque contestare la validità ed efficacia della nomina effettuata da tutti gli eredi a favore di uno solo di essi quale soggetto contraente - riteniamo, tuttavia, che non vi sia alcun elemento e/o ragione che possa giustificare un mancato pagamento.

Invero, l’ipotesi di non effettuare il pagamento, in attesa che venga promossa azione da parte del contraente e/o della beneficiaria del contratto di assicurazione, esporrebbe, oltremodo, B. Vita al rischio di subire una condanna al pagamento delle spese legali ed, eventualmente, al risarcimento di danni ulteriori, se dimostrati.

Per tali ragioni, riteniamo che la soluzione più opportuna sia quella di effettuare il pagamento del valore di cui al contratto Insurance H. Y. Index, n. 9263193.04, a favore del Sig. M. E.

In tal senso Vi facciamo rilevare come le motivazioni addotte dalla Signora T. M., nella sua missiva del 4.12.2007, appaiono prive di alcun pregio e fondatezza, laddove si sostiene che, secondo quanto affermato da B. Vita in data 18.06.2007, - comunicazione con cui informavate contraente ed assicurato della facoltà, alla scadenza, di costituire una rendita vitalizia ovvero una rendita certa per 5 o 10 anni  "il Sig. M. E. non possa provvedere ad esercitare nessuna opzione sulla polizza senza il consenso dell?assicurato Sig. T. M."

Tale fattispecie è però del tutto diversa e separata da quella dell’anticipato riscatto, la cui previsione contrattualmente permane.

Appare anzi evidente che l?opzione da esercitarsi prima della scadenza, relativa ad una rendita vitalizia, possa venire in rilievo solo se non sia stata adottata dal contraente l’ipotesi di cui all?art. 8.

Sotto diverso profilo, in relazione al quesito posto circa l’eventuale applicazione, in via analogica, dell’art. 1921 c.c. va osservato quanto segue:

La fattispecie contemplata nella citata disposizione - ovvero revoca del beneficiario " è distinta ed intrinsecamente diversa " rispetto a quella del riscatto anticipato o alla scadenza, esercitabile da contraente della polizza.

Invero, mentre la revoca del beneficio permette, comunque, la prosecuzione del contratto, poiché permane il vincolo negoziale tra contraente e assicuratore, il riscatto determina - ciò anche ai sensi dell’art. 8 delle condizioni generali di polizza " la immediata risoluzione degli effetti " della polizza.

Ne consegue che non vi possa essere sovrapponibilità e/o analogia nelle due fattispecie in ragione dei diversi effetti che singolarmente esse producono nella sfera giuridica dei contraenti.

D’altro canto non si rinviene con certezza, " né in dottrina né, tantomeno, in giurisprudenza "  un orientamento circa la possibilità di qualificare il riscatto anticipato della polizza " e quindi la conseguente risoluzione contrattuale - quale una revoca implicita del beneficio.

Certo è, invece, che se tale coincidenza delle fattispecie fosse assumibile, ai sensi dell’art. 1921 il Sig. M. E, quale erede, non potrebbe esercitare il riscatto della polizza, che dovrebbe essere liquidata alla scadenza, a favore della Signora T. M., poiché il riscatto anticipato potrebbe essere letto come revoca implicita e concludente del beneficiario.

Sicché oggi la questione sottoposta, oltre a presentare una incerta sovrapponibilità delle due fattispecie che ontologicamente " secondo stretto diritto " sono del tutto diverse, presenta anche il dubbio circa la possibilità che la revoca stessa possa essere " non espressa ", ma implicita secondo la struttura contrattuale di che trattasi.

* * *

Tanto si doveva in virtù dell’incarico conferito.


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