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  pareri dello studio

Parere in materia di "diritti ed obblighi previsti dalla Legge a carico del terzo sequestratario di Polizze assicurative".
 
Ci viene richiesto di spiegare sinteticamente quali siano i diritti e gli obblighi previsti per Legge a carico del terzo sequestratario, qualora alcune polizze assicurazioni sulla vita, stipulate dal soggetto contraente con la società di assicurazioni - nostra cliente, siano divenute oggetto prima di sequestro penale probatorio, ora revocato, e poi di sequestro cautelare conservativo presso terzi.
 
* * *
 
Parere
 
Prima di affrontare e risolvere il quesito oggetto del presente parere, occorre procedere ad una breve ricognizione dei fatti.

Il soggetto contraente, signor S. B., ha stipulato, con la società di assicurazioni B. S.p.A., nostra cliente, due distinte polizze di assicurazione sulla vita.

Una prima polizza, recante n. 49387301 / 05833, denominata "C. S.", con decorrenza a partire dal 15.11.2005 e durata a vita intera per un premio versato di ? 80.000,00.

Con il suddetto contratto, la società adottava, verso il contraente, la formula assicurativa cosiddetta "a vita intera ed a premio unico con corresponsione annuale della rivalutazione".

La polizza, dunque, a fronte del versamento, da parte del contraente, di un premio in un?unica soluzione, mediante addebito su conto corrente, assegno bancario o circolare, prevedeva la liquidazione, da parte della società, di una cedola annua, in caso di vita dell?assicurato, determinata in base al rendimento attribuito al contratto e, ad ogni anniversario della decorrenza, la liquidazione del capitale garantito al beneficiario o ai beneficiari designati, in caso di decesso dell?assicurato, ferma restando la facoltà del contraente di richiedere, trascorso un anno dalla decorrenza, il riscatto totale o parziale della polizza stessa.

Con una seconda polizza, recante n. 49387301 / 85765, denominata "P.I. " , con decorrenza 20.12.2005 e scadenza 20.12.2011, per un premio versato di ? 20.000,00, si è avuto, poi, un secondo contratto di assicurazione sulla vita di tipo index ? linked in una forma cosiddetta "mista con bonus a premio unico" (Tariffa EXUQ).

Il valore delle prestazioni assicurative, cioè, è stato direttamente correlato a quello di uno specifico titolo acquisito ad hoc dalla società al fine di finanziare le prestazioni assicurative stesse e posto a copertura delle riserve tecniche corrispondenti.

Al termine di ciascuna delle prime cinque annualità di polizza, il contratto prevedeva il pagamento al contraente, se l?assicurato fosse stato in vita a tale data, di un importo pari a quello dell?eventuale cedola annua prevista dal titolo.

Al termine dei primi due anni di durata contrattuale l?importo della cedola sarebbe stato fisso, mentre nei successivi tre anni variabile in funzione dell?andamento di tre indici azionari mondiali: il DJ Stoxx Select Dividend 30, il Nikkei 225 e lo S & P?S 500.

Alla scadenza del contratto si prevedeva il pagamento all?assicurato, in caso di sua sopravvivenza, di un capitale pari ai premi versati moltiplicato per il valore di rimborso del titolo, aumentato di una somma pari alla sesta ed ultima cedola eventualmente pagata dal titolo stesso, se diversa da 0%.

Nel caso di decesso dell?assicurato prima della scadenza contrattuale, invece, è stato previsto il pagamento al beneficiario o ai beneficiari designati di un importo pari ai premi versati, moltiplicato per un coefficiente variabile in funzione dell?età dell?assicurato alla data di decorrenza degli effetti contrattuali e ulteriormente moltiplicato per il valore corrente del titolo.

Anche qui, trascorso un anno dalla data di decorrenza, il contraente poteva chiedere il riscatto totale o parziale anticipato della polizza, riscuotendone il relativo valore, restando inteso che la società si impegnava a prestare l?assicurazione, nei termini suddetti, contro il pagamento, da parte del contraente, di un premio unico, entro la data di decorrenza degli effetti contrattuali, con assegno bancario o circolare o addebito automatico in conto corrente.

Le due polizze, ut supra descritte e strutturate, sono state oggetto di un primo sequestro penale probatorio, disposto dall?autorità giudiziaria inquirente in R, nell?ambito di accertamenti bancari, in data 22.03.2006, contro il medesimo soggetto, Signor S. B., allo specifico fine di acquisire il corpo del reato e le cose pertinenti al medesimo, necessari per l?accertamento dei fatti; successivamente, il Tribunale Penale di R adìto, in data 17.05.07, revocava la misura cautelare suddetta, essendone venuti meno i suddetti presupposti, disponendo l?immediata restituzione, alla parte lesa nel processo penale ed attuale creditore sequestrante, società C. H. S.r.l., delle somme portate dai verbali di sequestro emessi in esecuzione del decreto del P.M. suddetto. La formulazione del provvedimento non dà certezza che l?ordine venga rivolto al terzo.

A sua volta, l?odierno creditore, C. H. S.r.l., con provvedimento in data 06.04.06, comunicato in data 13.04.06, otteneva, presso il Tribunale di R. adìto, sempre contro il Signor S. B., il sequestro conservativo ante causam di beni mobili, immobili e di crediti fino ad un complessivo importo di ? 700.000,00= a danno del debitore e, eseguendolo, notificava, in data 04.05.06, al debitore Signor S. B. ricorso per sequestro conservativo presso terzi, e successivamente notificava lo stesso atto, in data 13.04.06, e pedissequo atto di citazione in data 26.01.07, alla B. S.p.A., per il sequestro delle somme che quest?ultima, in base alle suddette polizze, deve al Signor S. B.

Venuto meno, per le ragioni sopra spiegate, il sequestro penale probatorio, che si chiede per gli scopi suddetti, il sequestro cautelare conservativo di beni mobili o di crediti si chiede al diverso scopo di tutelare le ragioni e le garanzie creditorie, in base, cioè, ad un credito certo, liquido ed esigibile, accertato in base a sommarie indagini (fumus boni iuris), quando il creditore teme che, per la consistenza patrimoniale del debitore o per suoi oggettivi comportamenti, le sue pretese non vengano soddisfatte (periculum in mora).

Esso si esegue secondo le norme dettate per il pignoramento mobiliare presso il debitore (artt. 513 ? 542 C.p.C.) o presso terzi (artt. 543 ? 554 C.p.C.) in quanto applicabili.

In particolare, dal momento in cui gli è notificato l?atto ex art. 543 C.p.C., il terzo è soggetto, per le cose e le somme da lui dovute e nei limiti dell?importo del credito precettato, aumentato della metà, agli obblighi propri del custode (art. 546 C.p.C.).

Egli, inoltre, personalmente o a mezzo del suo difensore, con dichiarazione all?udienza fissata o, negli altri casi previsti, a mezzo raccomandata inviata al creditore procedente, deve specificare esattamente di quali cose e/o di quali somme è debitore ed i tempi in cui ne deve eseguire il pagamento o la consegna, precisando se altri sequestri siano stati eseguiti presso di lui e le eventuali cessioni di credito che gli siano state notificate o da lui accettate in data certa (art. 547 C.p.C.).

Nel caso di specie, dopo la notifica del ricorso per sequestro cautelare conservativo presso terzi in data 13.04.06, e notifica dell?atto di citazione, relativo al giudizio di merito, in data 26.01.07, il creditore procedente, la società C. H. S.r.l., ha invitato il terzo, B. S.p.A. a rendere la dichiarazione ex art. 547 C.p.C., ciò in occasione della prossima udienza fissata in data 04.10.07, presso il tribunale di M, luogo in cui la stessa B. S.p.A. ha la sua sede legale.

Ai fini dell?art. 547 C.p.C. offre una prima ragione a essere formalmente cautelativa la lettera raccomandata a.r. spedita in data 05.02.2007 da B. S.p.A.

Dalla dichiarazione positiva, tuttavia, non discende un obbligo automatico ed immediato a carico del terzo di pagare il dovuto, in quanto il sequestro cautelare conservativo si converte in pignoramento solo al termine di un successivo giudizio ordinario di merito, incardinato nei confronti dei soggetti responsabili in sede civile, che si concluda con sentenza di condanna provvisoriamente esecutiva a favore del creditore sequestrante (art. 686 C.p.C.).

Solo a conclusione di tale ultimo giudizio di merito, il creditore procedente potrà azionare il proprio credito e pretendere dal terzo pignorato il pagamento del dovuto.

Da ultimo si evidenzia come l?art. 1923 I° Comma Cod. Civ. da citato nella raccomandata del 05.02.07, secondo cui "le somme dovute dall?assicuratore al contraente o al beneficiario, in un?Assicurazione sulla vita, non possono essere oggetto di azioni esecutive o cautelari (?)", non possa essere applicato al caso di specie.

Infatti, tale eccezione, secondo la prevalente giurisprudenza (si vedano, ex multis, Cass. Civ. Sent. 26.09.79 n. 4970, Cass. Civ. Sent. 15.11.94 n. 9623, Cass. Civ. Sent. 17.11.03 n. 17367) può essere sollevata unicamente dal debitore esecutato.

Conclusivamente

La revoca del sequestro probatorio da parte del giudice penale fa venire meno solo uno dei vincoli che si erano venuti a determinare in relazione alle suddette polizze.

Pertanto, a meno che il creditore sequestrante non rinunci al sequestro conservativo in sede civile, o che - in caso contrario ? non intervenga una pronunzia ordinaria da parte del giudice civile, che costituisca titolo esecutivo idoneo a consentire la conversione di sequestro in pignoramento, le somme di cui alle polizze non devono essere pagate da B. S.p.A.

Appare tuttavia opportuno esplicitare tale posizione in una comunicazione formale rivolta al debitore, nella quale si specifichi che si è disponibili ad eseguire l?ordine del giudice penale, laddove non osti l?altro procedimento del giudice civile.

Tanto dovevo, in virtù dell?incarico conferitomi



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